MOSTRA - "Dalla
mitologia greca ai ritratti contemporanei"
Nato da una scultura, matrice pietrificata
dalle mani dell'uomo, un pezzo di cuoio aspetta un corpo per far
esplodere la propria vita in mille schegge, nelle quali si mescolano
i nostri sogni e le nostre angosce, nostro riso e molti pianti,
la nostra grandezza e le nostre piccinerie.
Attraverso l'alchimia del gioco, il corpo viene strappato al realismo,
per esprimere l'organico e raccontarci che l'amore, la morte e
la fame costituiscono sempre la metafisica dei primi passi dell'uomo
e che tutto ciò che resta non sono che false illusioni,
falsi labirinti nel nostro deserto psicologico. Questi sedentari
fratelli De Marchi, viaggiatori del meraviglioso, ci fanno attraversare
lo specchio in un carnevale di forme per metterci di fronte il
nostro volto sperduto, spettro di un oblio che vuole ricordarsi
nel cimitero delle apparenze.
Alain Le Bon